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amateur Scrivere "Difficilmente un serial è capace di sfornare una pellicola all'altezza della prima. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" è una piacevole eccezione. Il regista messicano Alfredo Cuaròn è riuscito nell'impresa di rappresentare introspettivamente il personaggio di Harry."
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Frenesia, smania di protagonismo e corruzione non possono arrestarsi nemmeno all’interno di un carcere. Tutto era possibile nella Chicago degli anni 20. A dare una interpretazione dei fatti è Rob Marshall nel suo musical-noir “Chicago”. Vincitore di 6 premi oscar, tra cui quello di miglior film, la pellicola mostra la faccia sporca della città più malfamata degli States dell’inizio del ventesimo secolo, dominata da politici in carriera, poliziotti corrotti, avvocati rampanti e gangsters; dove gli omicidi, all’ordine del giorno, sono l’unico traino di una realtà ai limiti dell’irreale: in cui il manicheismo è uno sbiadito rimpianto confuso nel fumo di sigarette e “canne rigate”.
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Adriano Scrivere "Siamo in futuro prossimo, precisamente nel 2054. Come ci si può aspettare, ci sono macchine volanti, cibo artificiale, supercomputers, droghe ultrasintetiche, ma soprattutto a Washington D.C., c’è una squadra Precrimine che da sei anni impedisce il verificarsi di omicidi grazie alle previsioni di tre veggenti. Il sistema è infallibile dal punto di vista delle previsioni, lo è da quello dell’intervento umano? John Anderton, capo della squadra, deve dimostrarne l’efficienza alle ingerenze della polizia federale, ma un giorno le previsioni dei veggenti lo indicano come futuro omicida di un uomo che lui neppure conosce. Inizia così una fuga disperata in una società in cui il controllo sull’individuo è totale. La ricerca della verità sul proprio futuro, lo porterà a risolvere anche il suo nebuloso passato. "
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Il Signore degli anelli: Le due torri
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Adriano Scrivere "L’attesa è terminata! Peter Jackson e i suoi visionari compagni di lavoro, sono tornati a farci sognare per centonovanta minuti di intense emozioni sul grande schermo, con l’episodio più cupo e sanguinolento della saga. Le aspettative di sicuro sono state ben riposte e siamo pronti a seguire le avventure di vecchi e nuovi protagonisti del fantastico mondo tolkeniano.
Questa volta, si procede attraverso tre storie parallele: Frodo e Sam, seguiti dalla bizzarra creatura Gollum, sono diretti verso il monte Fato per distruggere l’anello. Nel frattempo, il cavaliere Aragon, l’elfo Legonas e il nano Gimli combattono per difendere il regno di Rohan, dopo che il sopravvissuto Gandalf ha risvegliato da un incantesimo il Re Theoden. Infine, gli hobbit Merry e Pipino, sfuggiti agli orchi, attraversano la misteriosa e sorprendente foresta di Fangorn.
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Dolls: Eleganza e raffinatezza nell’ultima fatica di Kitano
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Adriano Scrivere " L’outsider del cinema giapponese, Takeshi Kitano, abbandona in questa sua ultima opera, il suo inconfondibile modo di fare cinema, fatto di: astrazione, sarcasmo, violenza improvvisa e desimbolizzata, per dedicarsi ai temi classici del teatro delle marionette giapponese: il Bunraku. E’ proprio con una rappresentazione del Bunraku che la pellicola ha inizio: un teatro in cui è inscenato un amore impossibile di fronte alle coercizioni sociali e alle tradizioni, un amore sempre in odor di tragedia. Ma ben presto le marionette diventano reali e vengono rappresentate da tre storie parallele e struggenti, con in sottofondo un Giappone in dialettico contrasto tra tradizione e modernità. "
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Speciale 2002: Un anno di cinema
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Adriano Scrivere "Com’è stato questo 2002 cinematografico?
Fornire le coordinate per analizzare un intera annata di uscite cinematografiche, non è cosa semplice, ma un breve riassunto dell’annata trascorsa, ci fornisce l’immagine di un 2002 un po’ avaro, sia di eccellenti pellicole, sia di folgoranti sorprese. Molti buoni prodotti medi, alcune importanti conferme e per fortuna, qualche ottimo ritorno di maestri del cinema come De Palma e Polanski. Scarsa l’incidenza del cinema italiano, paradossalmente specie in patria visto il successo di critica e pubblico all’estero di molti prodotti nostrani, guidati da “L’ora di religione” di Marco Bellocchio. Per il resto poche grosse produzioni di livello assoluto; anche il cinema indipendente, non fa comunque gridare al miracolo, sebbene mostri notevole vitalità.
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